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Palermo

Rapina con pistola al centro scommesse, tre misure cautelari

arresto polizia

Tre persone finite nel mirino della giustizia per una rapina a mano armata consumata in un centro scommesse del capoluogo. La Polizia di Stato, attraverso la Squadra Mobile di Palermo – nello specifico la V Sezione “Reati contro il Patrimonio” – ha dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica, a un’ordinanza che ha disposto misure cautelari personali nei confronti di tre individui: un 54enne, condotto in carcere, e un 24enne e un 52enne, entrambi finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A vario titolo, rispondono di rapina aggravata in concorso con l’uso di una pistola, lesioni personali e ricettazione di veicolo.

La vicenda affonda le radici in un episodio del 1° giugno 2025. Quel giorno un uomo, parzialmente travisato e con una pistola in pugno, fece irruzione in un punto vendita “Eurobet” deciso a portare a termine il colpo. Durante l’azione nacque una colluttazione con uno degli impiegati e dall’arma partì un colpo a salve. In quel frangente uno degli avventori si frappose tra il rapinatore e il dipendente – che nel frattempo si era ferito a una mano – ma anziché ostacolare il malvivente, di fatto ne agevolò la fuga, permettendogli di dileguarsi con il bottino. All’esterno, l’uomo raggiunse un complice che lo attendeva a bordo di una Citroën C3 grigia.

A indirizzare gli investigatori sin dalle prime ore sono state le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, interni ed esterni all’attività commerciale. Quei fotogrammi hanno consentito di mettere a fuoco due figure chiave: il 54enne, autore materiale del colpo, e il 52enne, l’avventore che durante la colluttazione si era intromesso concorrendo nel reato. Da lì, sotto il coordinamento della Procura, l’inchiesta si è allargata attraverso intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati e una ricostruzione minuziosa dei filmati, fino a delineare elementi indiziari a carico di più soggetti, tutti gravitanti nel contesto criminale del quartiere “Falsomiele”.

Dal quadro è emerso un gruppo organizzato capace di muoversi secondo un consolidato modus operandi, con una precisa suddivisione di ruoli e una spiccata capacità di coordinamento. Una vera e propria staffetta: oltre alla Citroën C3 rubata, con autista a bordo, era impiegata una seconda auto “pulita” guidata dal 24enne, che durante la rapina compiva giri dell’isolato per segnalare l’eventuale arrivo delle pattuglie e prevenire l’intervento delle forze dell’ordine.

Accogliendo la tesi accusatoria contenuta nell’informativa redatta dalla componente “Antirapina” della V Sezione, il pubblico ministero ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’applicazione delle misure, poi emesse a seguito di una pronuncia della Corte di Cassazione adita dalla stessa Procura. Resta fermo, come ricordano gli inquirenti, che la responsabilità penale sarà definita soltanto con eventuali sentenze passate in giudicato, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

Nata e cresciuta nel cuore di un territorio ricco di storia e contrasti, Melissa Grizaffi, 43 anni, ha trasformato il suo profondo legame con le radici in una missione giornalistica. Originaria dell'area tra il Corleonese e l'Alto Belice, ha scelto di non allontanarsi dalla sua terra, ma di diventarne una delle narratrici più attente e sensibili, lavorando come firma di punta per Media Post Network.

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