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Cefalù e Madonie

Premio Centineo, due ingegneri di Gangi premiati

Cerimonia a Palazzo Bongiorno per Dario Macaluso e Gabriele Zaffora

A Palazzo Bongiorno, nelle sale nobili, si è tenuta domenica 13 settembre la consegna del riconoscimento intitolato a Santi Centineo, istituito dalla famiglia con il supporto del Comune di Gangi. Due i candidati in gara e entrambi sono stati insigniti del premio dalla commissione giudicatrice.

Si tratta di Dario Macaluso, che ha conseguito la laurea in ingegneria gestionale, e di Gabriele Zaffora, laureato in ingegneria informatica. Le loro tesi sono state valutate di elevato valore tecnico e formativo. Il bando era riservato a neolaureati nati, residenti o domiciliati a Gangi, autori di elaborati di particolare pregio nell’ambito dell’ingegneria o dell’architettura, discussi in atenei italiani non telematici, con scadenza delle domande fissata al 31 luglio 2026.

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Giuseppe Ferrarello, l’assessore alla cultura Roberto Franco, Giuseppe Centineo, figlio del docente ricordato, e Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo. Tutti gli interventi hanno posto l’accento sulla necessità di sostenere il merito negli studi e di spingere le nuove generazioni del territorio a portare avanti con costanza il proprio cammino professionale.

Il primo cittadino ha spiegato che il premio rinnova l’impegno della comunità di Gangi a dare valore alle eccellenze locali e a tenere vivo il filo con una personalità che ha dato un contributo rilevante alla cultura tecnica del Paese. Ha ricordato anche la donazione fatta dal professore al Comune: le collezioni di apparecchiature fotografiche e di armi, oltre alla sua biblioteca.

La giornata è stata l’occasione per ripercorrere la biografia di Santi Centineo, ingegnere industriale diplomatosi a Palermo nel 1927, assistente ordinario dal 1929 e poi aiuto di ruolo alla cattedra di Elettrotecnica. Tra il 1936 e il 1937 fu in Germania alla Siemens-Halske per attività scientifiche e didattiche. Dal 1938 al 1940 diresse l’istituto di Elettrotecnica dell’Università di Palermo, in un periodo segnato dall’allontanamento del professor Alberto Dina per le leggi razziali.

Insegnò costruzione di macchine elettriche, elettrotecnica, disegno di macchine, misure elettriche e soprattutto radiotecnica, che contribuì a sviluppare dal primo dopoguerra intuendone le potenzialità come tecnica elettronica. Nel 1948 allestì il primo impianto del laboratorio di misure radioelettriche dell’ateneo palermitano e ottenne dal ministero l’autorizzazione per una stazione di trasmissione radio a scopo sperimentale e didattico.

Fu tra i promotori delle specializzazioni in telecomunicazioni ed elettronica industriale negli istituti tecnici e firmò articoli scientifici e testi didattici che hanno formato intere generazioni di tecnici, dalle macchine elettriche ai circuiti ad alta frequenza, dalle stazioni radio fino alle funzioni operative nei calcolatori Sharp nel 1970. Ricoprì anche incarichi pubblici: direttore dell’ufficio tecnico dell’Università di Palermo dal 1940 al 1975, deputato provinciale ai lavori pubblici nel 1943, consulente del procuratore della Repubblica e membro di commissioni regionali e prefettizie, con supervisione di progetti energetici e collaudi di impianti di illuminazione pubblica.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

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