Misilmeri, crack e armi in casa: tre arresti

Blitz notturno dei Carabinieri: sequestrati 14 grammi di droga, fucili e pistole modificate
Tre persone sono finite in manette nella notte a Misilmeri al termine di un blitz dei Carabinieri che ha portato alla luce un giro di droga e un arsenale nascosto tra due abitazioni vicine. L’operazione, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile del Comando Provinciale di Palermo con l’appoggio delle Stazioni di Marineo e Belmonte Mezzagno e delle unità cinofile di Villagrazia, ha portato al sequestro di crack, armi e munizioni.
Il primo passo è scattato durante un servizio antidroga. I militari hanno visto un ventiquattrenne palermitano cedere una dose di crack a un cliente, poi segnalato alla Prefettura come assuntore. Lo scambio è avvenuto nell’appartamento di una trentenne di Misilmeri. La perquisizione successiva ha permesso di recuperare circa 14 grammi di crack, già suddiviso in dosi: una parte era nascosta in una scatola di caramelle nella borsa della donna, il resto in un calzino infilato in un mobile della cucina.
L’attenzione degli investigatori si è poi spostata sull’abitazione accanto, occupata da una venticinquenne incensurata, amica della trentenne. Qui è emerso il secondo fronte dell’inchiesta. Nel sottotetto è stato trovato un fucile doppietta calibro 12; dentro uno zaino sistemato nel divano c’era invece una pistola semiautomatica modificata con canna artigianale. Spuntano anche cinque cartucce calibro 7.65 Browning, due tirapugni e una mazza ferrata, tutti occultati negli sportelli della cucina.
Insieme alle armi, i Carabinieri hanno sequestrato tre taccuini con annotazioni che secondo gli inquirenti rimandano alla gestione dello spaccio, alcuni telefoni cellulari e 530 euro in contanti, considerati provento dell’attività illecita. I tre arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, ricettazione e detenzione abusiva di armi.
La Procura della Repubblica di Termini Imerese, guidata da Vittorio Antonio Cavallo, ha condiviso l’esito delle indagini e ha disposto il trasferimento dei fermati nei carceri “Pagliarelli” di Palermo e “Burrafato” di Termini Imerese. Gli indagati restano, allo stato, soltanto indiziati e la loro posizione sarà valutata dall’Autorità Giudiziaria lungo tutto l’iter processuale, con la presunzione di innocenza che resta garantita fino a un’eventuale condanna definitiva.



