Palermo Violenta: turisti picchiati e terrore alla Kalsa, aggressioni senza sosta

Una scia di violenza brutale sta macchiando l’estate palermitana. In poche ore, una coppia di turisti austriaci è stata pestata per aver rifiutato di comprare droga, un’altra americana aggredita con una mazza. Emerge intanto il racconto di un tentato stupro alla Kalsa, che rievoca i peggiori incubi della città. È allarme sicurezza nel centro storico.
PALERMO – Un’escalation di violenza che traccia una mappa della paura nel cuore della città. Palermo si scopre fragile e pericolosa, teatro di una serie di aggressioni brutali che in poche ore hanno preso di mira turisti e residenti, lasciando una sensazione di insicurezza diffusa. Dalle rapine ai pestaggi, fino all’ombra della violenza sessuale, il capoluogo siciliano sta vivendo giorni di altissima tensione.
L’ultimo, gravissimo episodio è avvenuto nella notte di domenica in via Del Vespro, a due passi dal Policlinico. Una coppia di turisti austriaci, lui di 27 e lei di 29 anni, stava passeggiando quando è stata avvicinata da tre uomini che hanno offerto loro della droga. Al netto rifiuto dei due visitatori, è scattata una violenza cieca e immotivata: i tre pusher si sono scagliati contro il ragazzo, picchiandolo selvaggiamente. Soccorsi dal 118, i due turisti sono stati trasportati in ospedale, aggiungendo i loro nomi a un bollettino di guerra. Appena poche ore prima, infatti, un’altra coppia, questa volta di statunitensi, era stata aggredita e colpita con una mazza da rapinatori.
E pochi giorni fa, due turisti irlandesi erano stati assaliti alla Vucciria. Una spirale di microcriminalità che sembra aver eletto i visitatori stranieri, vulnerabili e ignari dei pericoli, come bersaglio privilegiato.
Ma la violenza che serpeggia in città ha anche un’ombra più cupa e inquietante, quella della violenza di genere. Emerge infatti il racconto di una ragazza palermitana di 24 anni, laureanda in Giurisprudenza, che nella notte tra venerdì e sabato sarebbe scampata a un tentativo di stupro. Il luogo è da brividi: via Salita Mura delle Cattive, di fronte al cantiere abbandonato dove due anni fa si consumò la terribile violenza di gruppo ai danni della diciannovenne Asia. Le modalità sono drammaticamente simili a quelle subite pochi giorni fa da una turista svizzera a Porta dei Greci: un’aggressione improvvisa, un agguato nel buio, la fuga per salvarsi.
Questo episodio, come troppi altri, rischia di rimanere sommerso. La giovane, sotto shock, non ha ancora sporto denuncia alle forze dell’ordine, ma ha affidato il suo racconto all’associazione “Filiis”. “L’ho invitata a dire tutto a chi di competenza, ma è ancora molto scossa e non ha parlato nemmeno con i genitori”, spiega il presidente Domenico Camilleri. Una paura, quella della denuncia, che accomuna vittime locali e straniere, spesso desiderose solo di dimenticare e di evitare le lungaggini burocratiche.
Questi fatti, messi in fila, non sono più casi isolati ma i sintomi di un’emergenza sicurezza che richiede una risposta forte e coordinata. Nonostante l’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, la percezione è quella di una città dove delinquenti e predatori agiscono con troppa libertà, mettendo a repentaglio l’incolumità di chi la vive e di chi la visita, e infliggendo una ferita profonda all’immagine di Palermo.



