Dal tentativo di rubare un’auto in pieno centro fino al colpo più ambizioso, quello a un gruppo elettrogeno dal valore di circa 17 mila euro, le ultime ore a Palermo hanno visto una raffica di interventi dei carabinieri contro i reati predatori. Tre palermitani sono finiti in manette perché sorpresi in flagranza mentre cercavano di mettere a segno furti in punti diversi della città, in un contesto di controlli intensificati sul territorio.
Il primo episodio si è consumato in via Antonio Ugo, dove i militari del Nucleo Radiomobile hanno individuato un diciassettenne intento ad asportare un’autovettura parcheggiata. Alla vista della pattuglia, il giovane avrebbe tentato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga a piedi tra le strade vicine. La corsa, però, è durata poco: dopo un breve inseguimento è stato raggiunto e bloccato. L’intervento si è chiuso con l’arresto e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, il ragazzo è stato associato all’Istituto penale minorile “Malaspina”.
Sempre gli uomini del Radiomobile sono intervenuti in via Caduti del Lavoro, dove un ventiquattrenne è stato fermato mentre, secondo quanto ricostruito, provava a forzare in rapida successione due autovetture e poi la porta d’ingresso di una palestra. A pesare sulla sua posizione è stato anche ciò che portava con sé: nello zaino sarebbero stati trovati due cacciaviti, ritenuti gli strumenti utilizzati per scardinare i blocchetti delle auto e i serramenti della struttura. Anche per lui è scattato l’arresto in flagranza.
Il terzo intervento, questa volta a cura dei carabinieri della Stazione Falde, ha riguardato un furto dal valore decisamente più alto e un contesto particolarmente delicato: una struttura sanitaria nella zona dell’Arenella. Qui un uomo di 62 anni è stato sorpreso mentre cercava di sottrarre un gruppo elettrogeno stimato intorno ai 17.000 euro. Il macchinario, secondo quanto emerso, apparteneva a una ditta impegnata nei lavori di ristrutturazione dei locali sanitari, circostanza che rende ancora più evidente l’impatto che un furto del genere avrebbe potuto avere sul cantiere e sulla continuità delle attività.
Per i due maggiorenni, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo ha convalidato gli arresti. L’operazione complessiva, scandita da interventi in zone diverse della città e su obiettivi differenti, viene letta come il risultato di un presidio capillare del territorio, mirato a intercettare i furti sul nascere, prima che possano tradursi in danni e ulteriori rischi per cittadini e attività.
È doveroso precisare che le persone coinvolte sono, allo stato, soltanto indiziate di reato e che la loro posizione sarà valutata dall’Autorità Giudiziaria nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.



