Palermo, festival di nuova musica per Carapezza

Dal 15 al 28 ottobre 2026, cinque appuntamenti tra avanguardia e memoria
Palermo si prepara a rivivere una stagione cruciale della propria storia musicale. Dal 15 al 28 ottobre 2026, la città ospiterà “Cieli che si possono suonare”, progetto speciale ideato da Curva Minore e curato da Giovanni Damiani, dedicato a Paolo Emilio Carapezza, musicologo e compositore scomparso nel 2025. L’iniziativa si snoderà tra Palazzo Chiaramonte-Steri, i Cantieri Culturali alla Zisa e diversi istituti musicali cittadini.
Carapezza è stato tra i protagonisti delle Settimane Internazionali Nuova Musica, rassegna che tra la fine degli anni Cinquanta e i Sessanta fece di Palermo un crocevia delle avanguardie italiane e internazionali. Curva Minore, da lui stesso definita «degna erede» di quella esperienza, intende ora rilanciarne lo spirito attraverso un programma che intreccia musica scritta, improvvisazione, jazz, elettronica e arti visive.
Il progetto si articolerà in cinque tappe, i “Cieli”, che condurranno il pubblico dalla memoria storica alla produzione contemporanea. Prima dell’apertura ufficiale, dal 5 al 7 e dal 12 al 14 ottobre, sono in programma seminari e laboratori riservati agli studenti del Conservatorio “Alessandro Scarlatti”, del Liceo Musicale “Regina Margherita”, della scuola media “Publio Virgilio Marone” e dell’Accademia di Belle Arti. Le attività saranno guidate dal maestro Gianni Trovalusci, con il supporto della Fondazione Scelsi.
Il primo evento aperto al pubblico è fissato per giovedì 15 ottobre alle 21 nella Sala Perriera. “Primo Cielo” proporrà pagine di Carapezza, Earle Brown e Sylvano Bussotti, accanto alla prima esecuzione di “Il suono unico” di Trovalusci. Sul palco si alterneranno la Sicilian Improvisers Orchestra, gli allievi delle scuole coinvolte e un contributo visivo dell’Accademia di Belle Arti curato da Liliana Iadeluca, con un laboratorio di light painting.
Accanto ai concerti, il festival ospiterà l’anteprima del volume di Pietro Misuraca “Dialoghi di cultura. Sodalizi artistici ed esperienze di avanguardia fra Roma e Palermo negli anni Sessanta”, che sarà presentato anche a Roma presso la Fondazione Isabella Scelsi. Il libro analizza i rapporti tra i gruppi romani e palermitani, il ruolo di figure come Franco Evangelisti e Federico Incardona, e la dimensione multidisciplinare di quella stagione. L’esposizione di lettere inedite, articoli d’epoca e opere visive di Carapezza arricchirà l’approfondimento storico.
L’intero programma, che si concluderà il 28 ottobre, punta a trasformare la memoria dell’avanguardia in materia viva, capace di dialogare con le pratiche musicali di oggi.



