Palermo, controesodo A29 in tilt: code chilometriche

Controesodo da dimenticare alle porte di Palermo. Dalle 17 di oggi il rientro domenicale è scivolato in un interminabile serpentone di auto: i rallentamenti sono iniziati già dallo svincolo dell’aeroporto e si sono trascinati fino all’ingresso in città, trasformando l’ultimo tratto verso la circonvallazione in un imbuto senza vie di fuga. Per molti automobilisti gli ultimi quindici chilometri sono stati una processione a passo d’uomo.
La scena è quella tipica dei rientri di fine weekend, ma amplificata: chi tornava dalle case di villeggiatura o dalla tradizionale gita fuori porta si è trovato inghiottito da un imbottigliamento tra i più pesanti degli ultimi tempi. Il flusso è cresciuto in fretta nel tardo pomeriggio, quando i rientri si sono sovrapposti, rendendo vano ogni tentativo di scorrimento regolare. In poche decine di minuti la coda ha preso corpo, spingendosi indietro fino allo snodo dell’aeroporto e procedendo a strappi fino alle prime rampe urbane.
Per gli automobilisti, un susseguirsi di frenate, soste e ripartenze minime; per i mezzi di soccorso e assistenza, un percorso complesso in cui anche le corsie di emergenza faticavano a garantire la necessaria fluidità. La consapevolezza, diffusa tra chi era in fila, è che l’ennesimo pomeriggio di paralisi rappresenti più di un incidente di percorso: è la prova della scarsa capacità dell’arteria di reggere il traffico concentrato nelle stesse finestre orarie.
Il giudizio è netto: la giornata odierna conferma l’inadeguatezza strutturale del tracciato rispetto ai picchi prevedibili del controesodo. Senza bisogno di numeri ufficiali, lo raccontano le immagini delle colonne di veicoli e i tempi di percorrenza lievitati proprio nel tratto che precede la circonvallazione. Un quadro che si ripete e che, in assenza di correttivi, rischia di ripresentarsi identico.
All’orizzonte, infatti, si profila un’altra domenica da “bollino rosso”. Il calendario delle partenze e dei rientri estivi suggerisce che lo stesso copione potrebbe ripetersi, con i flussi concentrati nelle ore centrali del tardo pomeriggio. La cronaca di oggi, con le code già formate dalle 17 e l’accesso in città trasformato in un percorso a rilento, è un avvertimento chiaro: senza una diversa distribuzione degli orari di rientro e senza interventi capaci di aumentare la tenuta del sistema viario, la fotografia resterà la stessa. Per chi guida, resterà la pazienza; per la città, l’ennesima giornata segnata dalle colonne d’auto alle porte.



