Omicidio Balestrate in manette il presunto colpevole

Redazione
da Redazione
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È stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Partinico, il ventenne Andrea Cangemi, che avrebbe confessato l’omicidio della scorsa notte davanti la discoteca Medusa di Balestrate, al culmine di un lunghissimo interrogatorio nella caserma dei Carabinieri della compagnia di Partinico. Il ragazzo dopo avere confessato l’omicidio è stato condotto in serata nel carcere Pagliarelli-Lorusso di Palermo. Cangemi, di un anno più grande della vittima, avrebbe ammesso di averlo percosso, ma ha dichiarato di non avere avuto intenzione di uccidere.

Le indagini condotte dagli investigatori dell’arma dei Carabinieri di Partinico, sono arrivate rapidamente allo ricostruzione dei fatti che ha portato all’arresto di Cangemi, grazie ad una serie di interrogatori condotto tra coetanei dei due giovani presenti ieri notte all’interno della discoteca balestratese e dopo aver ascoltato numerose testimonianze.

Se è stato possibile ricostruire con precisione la dinamica della rissa che ha portato alla morte del diciannovenne, avvenuta con ogni probabilità dopo aver sbattuto la testa violentemente a terra, le ragioni, che invece hanno determinato la violenta rissa sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Francesco Bacchi ed il suo carnefice, entrambi di Partinico, avevano frequentato lo stesso liceo a Partinico.

In serata si fa sentire anche il Sindaco di Partinico Pietro Rao, che su Facebook scrive: “È una società malata, incattivita, dove la “legge dei farabutti” continua a mietere vittime senza alcuna logica. Francesco ha perso la vita massacrato di botte in una notte d’inverno, uscito come tanti suoi coetanei per divertirsi, Francesco non sapeva che quella notte sarebbe diventato il figlio di tutta Partinico.
Ho avuto modo di parlare con il Prefetto Dr.Massimo Mariani il quale ha fatto sentire la vicinanza e il dolore delle istituzioni innanzi alla sciagura di Balestrate. Il problema, tuttavia, esiste ed è concreto: occorrono più controlli, c’è la necessità concreta di porre un argine alla ferocia senza ritegno che si consuma tra i giovanissimi, Francesco Bacchi, Vincenzo Trovato, Paolo La Rosa, voglio ricordare il loro sacrificio nel giorno in cui, per l’ennesima volta, si alza il grido di sgomento, una protesta rumorosa fatta da madri, padri, nonni, fratelli e sorelle.
Non sarà certo la militarizzazione ad estinguere questo odioso fenomeno, ma è chiara la necessità di nuove regole, misure che probabilmente non andranno incontro alle esigenze dei gestori dei locali, ma che certo possono contribuire ad evitare il peggio; mi riferisco ai test su alcol e droga all’ingresso delle discoteche, a porre un limite sulle consumazioni di alcol una volta dentro i locali; accorgimenti che possono salvare una o più vite.
Francesco, quasi 20 anni ed una vita tutta da vivere, giovane e innamorato delle cose, ragazzo per bene ed educato, morto per porre fine ad uno scontro sfociato in brutale aggressione, le sue ferite, lo strazio del suo dolore, sono la sconfitta peggiore per la nostra società, sono il marchio di una deriva a cui bisogna porre fine.
Il una società ormai fallita. Incapace di trasmettere ai propri figli il valore della vita e di spiegar loro quanto sia sottile il confine tra la vita e la morte, il mio sentimento di Uomo è appesantito dal sentimento di Padre. E se l’uomo chiede giustizia per Francesco, il padre vive nel conflitto tra la paura e la necessità di fare qualcosa.
Ai genitori di Francesco, a chi lo ha amato e continuerà a farlo, a chi ha condiviso la vita con la sua giovane esistenza, a loro va il mio pensiero, a loro le mie lacrime.
Ti sia lieve la terra caro Francesco, questa becera umanità ti ha strappato la vita di dosso in quelle ore. Scusaci, Francesco, da oggi sei il figlio di ognuno di noi”.

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