Un boato ha svegliato il quartiere: assalto con ordigno rudimentale all’agenzia Palermo 8. I ladri, messi in fuga dalla resistenza della cassaforte, scappano a mani vuote come accaduto allo Zen.
Un boato nella notte, la paura che corre tra le finestre illuminate di scatto e una banda in fuga tra i vicoli bui, ancora una volta a mani vuote. Palermo si risveglia con il segno della violenza impressa su uno sportello automatico, in quello che sembra diventare un inquietante rituale di tentativi falliti e rischi altissimi per la popolazione. Il teatro dell’ultimo assalto è stato piazza della Costellazione, nel cuore della zona di Villagrazia, dove la scorsa notte un commando ha tentato di far saltare in aria l’ATM dell’agenzia Palermo 8 di Poste Italiane.
La dinamica ricostruita dagli inquirenti descrive un’azione rapida e spregiudicata. Secondo l’analisi delle prime immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza, ad entrare in azione sarebbero state almeno tre persone. Una banda organizzata con compiti precisi: un uomo è rimasto al volante dell’auto, con il motore acceso e pronto alla fuga, mentre due complici si occupavano di piazzare l’ordigno. La tecnica utilizzata è quella della “marmotta”, una bomba artigianale inserita a forza nell’intercapedine tra la scocca dell’apparecchio e il muro dell’edificio.
L’esplosione è stata violenta, sufficiente a sventrare la parte esterna del dispositivo e a generare un’onda d’urto che ha svegliato di soprassalto i residenti della zona. Molti si sono affacciati ai balconi, temendo il peggio, proprio mentre i malviventi realizzavano che il colpo era sfumato. Nonostante la deflagrazione, infatti, il cuore blindato del Postamat ha retto, proteggendo il denaro custodito all’interno. Ai ladri non è rimasto altro che risalire in auto e dileguarsi velocemente nel nulla, lasciandosi alle spalle solo fumo e danni.
La macchina della sicurezza è scattata immediatamente. Un alert automatico è giunto all’Ufficio centrale di sorveglianza di Poste, che ha subito allertato il 112. In pochi minuti le gazzelle del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri hanno raggiunto piazza della Costellazione, ma della banda non c’era più traccia. I militari hanno raccolto le testimonianze di chi, svegliato dal botto, potrebbe aver notato dettagli utili sull’auto della fuga, verosimilmente un mezzo rubato per l’occasione. Sul posto hanno lavorato a lungo anche gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche, a caccia di impronte o residui chimici che possano tradire gli attentatori.
L’episodio di Villagrazia riaccende i riflettori su un fenomeno criminale in preoccupante ascesa, come sottolineato anche dalla Fabi. Il sindacato dei bancari ha espresso forte preoccupazione per l’incolumità dei cittadini e dei residenti che vivono negli edifici che ospitano gli sportelli, spesso esposti alla potenza imprevedibile di ordigni rudimentali. C’è inoltre un precedente fin troppo recente che suggerisce la presenza di una “mano” seriale o quantomeno di una tecnica condivisa: lo scorso 7 dicembre, in via Gino Zappa allo Zen, un altro Postamat era stato fatto esplodere con modalità quasi identiche. Anche in quella notte di dicembre, la banda rimase a bocca asciutta, fuggendo senza bottino.
Nonostante la gravità dell’accaduto, il disservizio per il quartiere sarà limitato al minimo indispensabile. L’agenzia di Villagrazia è rimasta chiusa nella mattinata per consentire i rilievi dell’Arma e la messa in sicurezza dei locali, ma la riapertura al pubblico è prevista probabilmente già nel pomeriggio di oggi, 9 gennaio. Resta aperta la caccia all’uomo per fermare una batteria di ladri che, pur fallendo i colpi, continua a seminare panico in città.



