Isola delle Femmine, Nevoloso vince ancora: battuto Bologna

A Isola delle Femmine vince di nuovo Orazio Nevoloso. Il sindaco uscente conquista il bis e si conferma alla guida del piccolo Comune della costa palermitana, lasciandosi alle spalle, per la seconda volta consecutiva, lo storico avversario Stefano Bologna. Una sfida che a Isola sa ormai di derby permanente: cinque anni fa Nevoloso si era imposto per soli 26 voti, in una delle competizioni amministrative più tirate della provincia di Palermo. Stavolta lo scarto è più ampio — i dati parziali parlavano di circa 168 voti di vantaggio durante lo spoglio — e consente al primo cittadino uscente di rivendicare un mandato pieno, senza l’asterisco del fotofinish.
“Ce l’abbiamo fatta. Isola delle Femmine ancora una volta ha scelto il Cambiamento, quello con la C maiuscola”, sono le prime parole del sindaco riconfermato, che ringrazia gli elettori per “uno straordinario risultato che ha certificato il lavoro svolto in questi anni”. Nevoloso, vicino all’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, si è presentato con la lista CambiAmo Isola in uno schieramento che ha tenuto insieme Forza Italia, Fratelli d’Italia e pezzi del Partito Democratico, in una di quelle geometrie variabili che alle amministrative siciliane sono ormai la regola e non l’eccezione. Senza simboli di partito sulle schede, come spesso accade nei Comuni più piccoli, ma con un perimetro politico ben definito alle spalle.
Sull’altro fronte Stefano Bologna, già sindaco dal 1994 al 2004 e poi dal 2014 al 2020, ci ha riprovato con Un’altra Isola, Sì, una coalizione di area centrosinistra con qualche innesto trasversale. Per lui è la seconda sconfitta consecutiva contro lo stesso avversario, e probabilmente la fine di una lunga stagione politica isolana che lo ha visto protagonista per oltre tre decenni.
“Dobbiamo migliorare? Assolutamente sì”, ha aggiunto Nevoloso nel discorso della vittoria, promettendo di mettersi al lavoro “da domani” anche per chi non lo ha votato. Una concessione di rito, certo, ma che racconta meglio di tante analisi il clima di una campagna elettorale lunga e dai toni spesso aspri. “Alle offese personali non abbiamo mai voluto rispondere”, ha tenuto a precisare il sindaco riconfermato, prima di chiudere con un latino che, in fondo, dice tutto: “Ad maiora”.



