Giovani imprenditori, a Palermo nasce il piano per la Restanza

Confronto CNA Sicilia: proposte concrete per arginare l’esodo giovanile
Trasformare la scelta di restare in Sicilia da gesto eroico a opportunità strutturale. È l’obiettivo del convegno “Resto in Sicilia. Giovani, imprese, territorio”, tenutosi questa mattina nella Sala Belvedere della Camera di Commercio di Palermo ed Enna. L’iniziativa, promossa dai Giovani Imprenditori CNA Sicilia, ha coinvolto under 40, rappresentanti istituzionali ed esperti, con l’intento di tradurre in azioni concrete il Manifesto sulla Restanza, documento già sottoscritto da ANCI Sicilia e da una rete di organizzazioni.
I lavori sono stati aperti da Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Palermo ed Enna. Sono poi intervenuti Davide Tranchina (presidente CNA Sicilia Giovani Imprenditori), Filippo Scivoli (presidente CNA Sicilia), Mario Emanuele Alvano (segretario generale ANCI Sicilia), Carmelo Traina (fondatore del Patto per Restare) e Selene Re (presidente nazionale CNA Giovani Imprenditori). A moderare il dibattito il giornalista Matteo Scirè.
Il confronto è partito da dati allarmanti: secondo il Rapporto Svimez 2025, tra il 2022 e il 2024 hanno lasciato la Sicilia 44.303 giovani tra i 25 e i 34 anni, di cui 32.122 diretti al Centro-Nord e 12.181 all’estero. Circa la metà era laureata. Sempre secondo Svimez, nel biennio 2023-2024 il Mezzogiorno ha perso oltre 116.000 residenti, con la Sicilia che contribuisce per circa il 24% a questo esodo. Nel periodo 2011-2024, l’Isola ha visto volatilizzarsi un valore stimato di 16,7 miliardi di euro in capitale umano, pari al 15,1% del PIL regionale, una delle percentuali più alte d’Italia.
Di fronte a questo scenario, i partecipanti hanno messo a punto proposte concrete da integrare nel Manifesto, trasformando le intenzioni in un documento operativo da sottoporre alle istituzioni regionali. I temi affrontati spaziano dall’accesso al credito alle infrastrutture digitali, dalla formazione alla viabilità, fino al sostegno all’innovazione.
Durante l’incontro, Arianna Campione e Anna Cacopardo, fondatrici della startup Kymia, hanno raccontato la loro esperienza: la società si è classificata al secondo posto nella finale nazionale del Premio Cambiamenti.
Davide Tranchina ha sottolineato che non ci si è limitati a discutere di restanza, ma si sono scritte le prime righe di un impegno collettivo. Le proposte emerse, ha detto, arricchiranno il Manifesto con misure concrete, pensate da chi ogni giorno vive la sfida di fare impresa in Sicilia. Ha chiesto alle istituzioni di ascoltare e tradurre queste idee in leggi e finanziamenti, affinché restare non sia un atto eroico, ma una scelta normale, sostenibile e premiante.
Selene Re ha aggiunto che quanto costruito a Palermo è un modello replicabile per tutto il Mezzogiorno. I giovani imprenditori siciliani hanno dimostrato che si può innovare restando, e che la restanza può diventare un volano di sviluppo se sostenuta da politiche mirate. Ha annunciato che porterà queste proposte nei tavoli nazionali, perché la Sicilia non è periferia, ma laboratorio di futuro. Il Manifesto sulla Restanza, ha concluso, è ora più ricco e più forte, e CNA darà il proprio contributo affinché diventi un programma d’azione.
L’evento si è chiuso con un richiamo alla responsabilità condivisa tra imprese, associazioni e politica, ribadendo che la restanza è una sfida collettiva che richiede coraggio, visione e alleanze stabili.



