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Corleone ricorda il carabiniere Clemente Bovi

 

Alle 9 del mattino, in contrada Bicchinello a Corleone, si è svolta la cerimonia per il 66° anniversario dell’uccisione del carabiniere scelto Clemente Bovi, decorato con Medaglia d’Oro al Valore Militare “alla memoria”. Nel luogo dell’agguato, accanto al cippo commemorativo, è stata deposta una corona d’alloro a testimonianza di un ricordo che resta vivo nella comunità e nell’Arma.

Hanno preso parte all’omaggio il Generale di Brigata Luciano Magrini, comandante provinciale di Palermo, il sindaco Walter Ra’, il Tenente Colonnello Gennaro Petruzzelli (comandante del Gruppo di Monreale), il Capitano Stefano Bacci (comandante della Compagnia di Corleone), il sig. Salvatore Peri, cognato del decorato, e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Corleone. Dopo la deposizione della corona, il cappellano militare don Salvatore Falzone ha guidato un momento di preghiera.

Nel suo intervento, il generale Magrini ha richiamato la figura di Bovi come uomo dello Stato che non esitò a reagire, con l’arma d’ordinanza, all’assalto di sei banditi intenti a rapinarlo. Un gesto estremo che, ha sottolineato, rimane esempio e sprone per chi oggi indossa la divisa: servire con disciplina, far prevalere la legge, stare vicino alle comunità senza dimenticare i caduti.

I cenni storici

Clemente Bovi, nato a Ciminna (Palermo) il 29 ottobre 1926, proveniva da una famiglia numerosa di operai; due fratelli caddero nella Seconda guerra mondiale. Arruolato nella Legione Allievi Carabinieri, divenne carabiniere nel dicembre 1946 e fu assegnato alla Legione di Milano; nel 1949 passò alla Legione di Messina e, due anni più tardi, alla Legione di Palermo, con destinazione Stazione di Caltabellotta.

La sera dell’8 settembre 1959, mentre rientrava da un permesso trascorso con la moglie e il figlio di pochi mesi, viaggiando su un’auto condotta da un amico, venne bloccato da sei malviventi in aperta campagna. Bovi reagì, ingaggiando un conflitto a fuoco: riuscì a neutralizzare uno dei banditi, ma fu a sua volta colpito mortalmente. Con decreto del Presidente della Repubblica del 25 settembre 1960 gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valore Militare “alla memoria”, con una motivazione che ne riconosce il coraggio isolato, lo sprezzo del pericolo e il sacrificio consapevole in difesa della legalità.

La cerimonia di oggi ribadisce il legame fra memoria e servizio: ricordare Clemente Bovi significa riaffermare una cultura della legalità che a Corleone e in tutta la provincia continua a guidare l’azione quotidiana dell’Arma dei Carabinieri.

35 anni, vive a Palermo e ha fatto dello sport la sua filosofia di vita. Personal trainer certificato, da oltre un decennio affianca atleti e appassionati in percorsi di allenamento personalizzati, puntando sul benessere fisico come motore di equilibrio mentale. Cresciuto a pane e pallone nei campetti di quartiere, ha coltivato una profonda passione per il calcio e il futsal, sport che ha praticato a livello agonistico e che oggi racconta con sguardo competente e appassionato.Accanto all'attività in palestra, Antonio ha sviluppato una vocazione giornalistica che lo ha portato a collaborare con Palermo Post, dove scrive articoli e approfondimenti su sport locali, dilettantismo e realtà giovanili. Conosce bene il tessuto sportivo della città, ne segue da vicino i talenti emergenti e crede fermamente nel valore sociale dello sport come strumento educativo e di riscatto.Autentico, diretto, mai banale nei suoi commenti, riesce a trasmettere nei suoi pezzi la stessa energia che mette in campo con i suoi allievi. Tra un allenamento e una partita, racconta Palermo attraverso lo sport, convinto che ogni storia di sacrificio e passione meriti di essere ascoltata.

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