Cefalù, presunto ordigno bellico a un passo dalla riva: chiusa la spiaggia di Presidiana

L’eco di un passato bellico che sembrava ormai sepolto è riemerso improvvisamente lungo le coste di Cefalù, costringendo l’amministrazione comunale ad adottare misure drastiche per garantire l’incolumità pubblica. Tutto è accaduto nella giornata del 28 gennaio 2026, quando la routine della cittadina normanna è stata interrotta da una segnalazione allarmante proveniente dagli organi di controllo marittimo. Al centro dell’attenzione è finito un tratto specifico del litorale del Porto di Presidiana, dove le acque hanno restituito, o lasciato intravedere, quella che ha tutte le sembianze di una minaccia silente: un presunto ordigno bellico.
La scoperta è avvenuta in un punto estremamente sensibile, a soli tre metri dalla battigia, una distanza esigua che ha imposto una reazione immediata da parte delle istituzioni. La catena di comando si è attivata con rapidità: l’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Cefalù ha prontamente informato la Prefettura di Palermo, la quale ha trasferito l’informazione al Comune, innescando le procedure di emergenza. Di fronte a un potenziale pericolo per cittadini e visitatori, il Sindaco non ha esitato a firmare l’Ordinanza n. 4, un documento che sancisce l’immediata interdizione dell’area.
Il provvedimento, basato sui principi di urgenza, contingibilità e indifferibilità, ha trasformato una porzione di spiaggia in una “zona rossa” invalicabile. Le coordinate geografiche 38°02’13’’ N – 014°01’55’’ E segnano ora il punto esatto di un perimetro di sicurezza che nessuno potrà oltrepassare fino a nuovo ordine. Non si tratta di una semplice burocrazia, ma di una necessità operativa volta a congelare la situazione in attesa dell’arrivo degli esperti. L’accesso è stato dunque totalmente inibito, e il divieto rimarrà in vigore fino a quando il nucleo artificieri competente non avrà completato le delicate operazioni di bonifica e messa in sicurezza del sito.
Sul campo, la macchina comunale si è mossa con altrettanta celerità. Il Settore Manutenzioni è stato incaricato di recintare fisicamente la zona: transenne e segnaletica di pericolo sono state posizionate per creare una barriera visiva e fisica contro ogni possibile intrusione, volontaria o accidentale. La priorità assoluta è evitare che curiosi o ignari passanti possano avvicinarsi al luogo del ritrovamento. Contestualmente, la comunicazione è stata diramata a tutte le Forze dell’Ordine e ai Corpi dello Stato, che vigileranno sul rispetto del divieto. L’amministrazione, pur rassicurando sulla natura precauzionale dell’intervento, ha lanciato un appello alla piena collaborazione della cittadinanza, chiedendo pazienza e rispetto delle regole in attesa che l’area demaniale possa essere restituita alla libera fruizione, una volta disinnescato ogni rischio.



