Carini, Rossella Covello prima sindaca della storia del Comune

Carini ha il suo primo sindaco donna. Le urne dell’amministrativa del 24 e 25 maggio hanno consegnato la fascia tricolore a Rossella Covello, candidata della coalizione di centrodestra, che chiude la corsa al primo turno con il 54,37% delle preferenze. Una vittoria netta, costruita su 6.996 voti sui 12.867 espressi e validamente scrutinati, che riscrive un capitolo della storia istituzionale del Comune del Palermitano.
Il margine racconta meglio di ogni commento la dimensione del consenso. Distanziata di oltre ventidue punti, Valeria Gambino — riferimento del centrosinistra — si ferma al 32,14% con 4.135 schede, una soglia che le impedisce qualunque ipotesi di rimonta al ballottaggio, semplicemente perché ballottaggio non ci sarà. Più staccati gli altri due contendenti: Gallina raccoglie il 9,60% (1.235 voti), mentre Pellerito chiude la rincorsa al 3,89% (501 voti).
Il dato politico è duplice. Da un lato, l’affermazione del centrodestra in un territorio della cintura metropolitana di Palermo che negli ultimi cicli amministrativi aveva mostrato equilibri più frammentati e contendibili. Dall’altro, l’elemento simbolico — non secondario, anzi: dirimente — di una città che per la prima volta affida il governo locale a una donna. Un passaggio che vale al di là delle appartenenze e che si inserisce in una traiettoria, ancora troppo lenta, di femminilizzazione delle istituzioni siciliane, dove la presenza femminile ai vertici dei municipi resta una quota residuale rispetto al panorama nazionale.
A Covello toccherà ora la composizione della giunta e l’avvio del nuovo Consiglio comunale, con un mandato che nasce forte nei numeri ma che dovrà misurarsi con i dossier aperti del territorio: dai servizi alla cittadinanza alla gestione urbanistica, dalla pressione demografica del litorale al rapporto con l’area metropolitana di Palermo. La svolta è istituzionale; resta da capire quanto sarà anche di metodo.
Simone Di Trapani — Palermo Post



