Cane antidroga incastra la banda dello Sperone

Il quartiere Sperone di Palermo torna al centro delle cronache giudiziarie, confermandosi ancora una volta come una delle piazze di spaccio più attive e monitorate del capoluogo siciliano. Un nuovo colpo alla rete dello smercio al dettaglio di sostanze stupefacenti è stato inferto dai Carabinieri della Compagnia di Piazza Verdi, che hanno smantellato un gruppo criminale composto da giovanissimi, portando all’arresto di cinque persone e alla denuncia di una sesta. L’operazione, condotta con precisione chirurgica nell’ambito di un vasto servizio di controllo del territorio, ha svelato un modus operandi tanto semplice quanto efficace, che trasformava un comune mezzo di trasporto in un vero e proprio magazzino mobile per la droga.
I militari della Stazione di Palermo Villagrazia, supportati dai colleghi di Brancaccio e dalle unità cinofile, avevano da tempo messo sotto la lente d’ingrandimento i movimenti sospetti di un gruppo di ragazzi tra i diciassette e i ventiquattro anni. L’attività di osservazione, condotta con discrezione tra i palazzi del quartiere, ha permesso di ricostruire la dinamica della vendita: dopo il primo contatto verbale con i clienti, i pusher si dirigevano a turno verso uno scooter parcheggiato nelle vicinanze. Non si trattava di un mezzo pronto a partire, ma di una cassaforte a cielo aperto: bastava sollevare la sella per prelevare la dose richiesta e consegnarla rapidamente all’acquirente di turno, che si dileguava poi tra i vicoli.
La conferma dei sospetti è arrivata quando i Carabinieri hanno deciso di intervenire, fermando uno dei clienti appena allontanatosi dal gruppo. La perquisizione ha portato al rinvenimento di una dose di crack, la prova regina che ha fatto scattare il blitz. Mentre l’acquirente veniva segnalato alla Prefettura, il dispositivo dell’Arma si stringeva attorno ai venditori. È stato in questo frangente che il fiuto infallibile del cane antidroga ha giocato un ruolo determinante. L’animale ha puntato dritto verso lo scooter utilizzato dalla banda, segnalando la presenza di sostanze illecite. Sollevata la sella, i militari non hanno trovato il classico casco, ma un vero e proprio deposito di morte: all’interno erano occultati quattro cofanetti di plastica, di quelli solitamente usati per le mentine, che custodivano invece un assortimento completo per lo sballo. Il conteggio finale ha portato al sequestro di ben settantadue dosi di crack, diciannove di cocaina e due di hashish, pronte per essere immesse sul mercato.
Nelle tasche di alcuni dei fermati sono stati inoltre rinvenuti circa trecentossessanta euro in contanti, somma ritenuta il provento dell’attività di spaccio della giornata. Il bilancio dell’operazione ha visto l’arresto in flagranza di quattro pusher, tra cui un minorenne di diciassette anni, mentre un quinto giovane appena diciottenne è stato deferito a piede libero. Parallelamente a questo intervento, l’azione di contrasto alla criminalità diffusa ha portato anche all’arresto di un altro diciassettenne, fermato dai militari della Stazione di Brancaccio all’interno di un centro commerciale mentre tentava di asportare merce non pagata, dopo aver manomesso i dispositivi antitaccheggio.
L’autorità giudiziaria ha convalidato gli arresti per i maggiorenni indagati, mentre per i due minori coinvolti nelle diverse attività illecite si sono aperte le porte del Centro di Prima Accoglienza “Malaspina”. Come sempre in questa fase del procedimento, per tutti gli indagati vige il principio costituzionale della presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva, ma l’operazione segna un punto importante nella lotta al degrado e all’illegalità in una delle zone più complesse della città.



