Agguato mortale a Borgo Parrini, ucciso Vito La Puma

Il silenzio delle campagne tra Partinico e Borgetto è stato bruscamente interrotto da un brutale episodio di cronaca nera che riporta il territorio indietro negli anni. In contrada Principe di Mezzavilla, a breve distanza dal suggestivo Borgo Parrini, la violenza è tornata a manifestarsi con un’esecuzione che non lascia spazio a dubbi sulla sua natura dolosa. La vittima è Vito La Puma, un allevatore di 73 anni originario di Borgetto, il cui corpo senza vita è stato rinvenuto nel pomeriggio di oggi da un passante. La scena apparsa ai primi soccorritori del 118 e agli agenti del Commissariato di Partinico era quella tipica di un agguato mirato: l’uomo è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, alcuni dei quali esplosi a distanza ravvicinata e diretti con precisione letale al volto e alla testa.
L’area dell’omicidio, un lembo di terra isolato e lontano dalle abitazioni principali, è stata immediatamente sigillata dalla Polizia Scientifica per consentire i rilievi balistici e la ricerca di tracce biologiche che possano condurre all’assassino. Gli inquirenti della Squadra Mobile di Palermo, coordinati dalla Procura della Repubblica, ipotizzano un delitto studiato nei minimi dettagli, una vera e propria esecuzione premeditata. Resta da chiarire se La Puma sia stato attirato in quella zona con l’inganno o se il sicario conoscesse perfettamente le sue abitudini e lo attendesse sul posto. La scelta di agire in pieno giorno, nonostante la solitudine del luogo, sottolinea la determinazione di chi ha premuto il grilletto.
Vito La Puma era una figura molto conosciuta negli ambienti rurali della zona; descritto come un uomo laborioso e dedito alla gestione diretta dei propri pascoli, era noto per il carattere determinato nel difendere i confini delle sue proprietà. Sebbene fosse stimato da molti vicini, il suo passato riportava alcuni piccoli precedenti legati a dispute di natura agricola e contese terriere, elementi che gli investigatori stanno ora vagliando con estrema attenzione. Al momento le piste seguite sono molteplici: dai dissidi familiari a vecchi rancori mai sopiti tra confinanti, fino a possibili ritorsioni legate al controllo dei pascoli o a furti di bestiame, piaghe che ciclicamente tornano a tormentare le campagne partinicesi.
Mentre la comunità di Borgetto e Partinico sprofonda nello sgomento per una violenza che sembrava appartenere al passato, l’attesa è tutta per l’esame autoptico e per l’analisi dei bossoli rinvenuti sul terreno. Questi passaggi tecnici, uniti agli interrogatori di parenti e conoscenti, saranno fondamentali per ricostruire le ultime ore di vita dell’allevatore e identificare un possibile movente.



