A29, tir ribaltato: corsia unica per giorni? Già si teme il caos

Un altro mezzo pesante si ribalta e l’A29 Palermo–Mazara del Vallo finisce in ginocchio. Nella notte, al km 4,400 tra Carini e Capaci un tir ha centrato barriere e arredi, costringendo alla chiusura temporanea in entrambe le direzioni. Anas è al lavoro dall’1:30: gru in sollevamento, veicolo rimosso, danni rilevanti. La riapertura è prevista con la corsia di sorpasso chiusa: si viaggerà solo sulla corsia di marcia finché le barriere non verranno sostituite. Percorso alternativo sulla statale 113. Sul posto, oltre alle squadre Anas, operano le forze dell’ordine.
Il punto non è solo l’incidente in sé, ma ciò che comporta: quanto durerà la circolazione a una sola corsia? Per tutta l’estate, tra Partinico e Balestrate, si è viaggiato con restringimenti perché le barriere danneggiate da un tir in primavera non sono state ancora ripristinate. Oggi la storia si ripete a ridosso degli svincoli che alimentano i flussi da e verso l’aeroporto Falcone–Borsellino, oltre a decine di migliaia di studenti e pendolari dell’hinterland occidentale. Senza tempi certi, il rischio è di trascinare il collo di bottiglia per giorni, se non settimane.
Il tema di fondo è la sicurezza: automobilisti e comitati segnalano da mesi manovre azzardate di mezzi pesanti in A29, limiti superati, sorpassi reciproci, distanza di sicurezza ignorata. Non è un processo sommario ai professionisti del trasporto, ma una constatazione: ogni incidente che coinvolge un tir moltiplica i danni (barriere, segnaletica, asfalto), costa lunghe chiusure e mette a repentaglio chi viaggia. Dall’inizio dell’anno, in A29, gli episodi con camion hanno prodotto una scia di feriti e code perenni che hanno reso l’autostrada una sorta di roulette russa, oggi arriverò in tempo a lavoro?
Servono tre risposte immediate. Primo: una comunicazione trasparente sui tempi di sostituzione delle barriere appena danneggiate fra Carini e Capaci, con cronoprogramma pubblico e aggiornamenti giornalieri. Secondo: controlli serrati e continuativi sui limiti dei mezzi pesanti, con tutor e pattuglie dedicate nelle fasce più critiche. Terzo: manutenzioni lampo sulle tratte ancora in corsia unica, perché un’estate a una corsia ha già dimostrato quanto fragile sia la mobilità metropolitana in provincia di Palermo.
Nel frattempo, a chi deve prendere l’aereo si consiglia di usare il treno per Punta Raisi, l’unico modo per aggirare prevedibili imbottigliamenti in entrata e in uscita dalla città. Ma la toppa non basta: A29 ha bisogno di regole fatte rispettare e tempi certi sui ripristini. Altrimenti, a ogni tir fuori controllo, seguiranno altre notti di gru, altre mattine di code e un’intera area metropolitana ostaggio di una corsia sola.



