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Ucciardone: agente preso a testate, aveva scoperto droga

Carcere Ucciardone di Palermo.

La violenza torna a esplodere dietro le sbarre dello storico penitenziario palermitano, riaccendendo i riflettori sulle difficili condizioni lavorative delle forze dell’ordine e sulla permeabilità delle strutture carcerarie. Un grave episodio di aggressione si è consumato nelle scorse ore all’interno del carcere “Calogero Di Bona” – Ucciardone di Palermo, dove un agente della Polizia Penitenziaria è stato brutalmente assalito da un detenuto italiano mentre svolgeva il proprio dovere.

Secondo quanto ricostruito, l’aggressione è scaturita durante le delicate fasi di perquisizione che seguono i colloqui con i familiari, un momento spesso critico per la sicurezza interna. Il poliziotto, grazie a un controllo scrupoloso, era riuscito a intercettare il tentativo del recluso di introdurre all’interno della sezione detentiva una quantità considerevole di sostanza stupefacente, verosimilmente passata da visitatori esterni proprio durante l’incontro in sala colloqui. Di fronte alla scoperta del carico illecito, il detenuto ha reagito con una furia improvvisa, scagliandosi contro il pubblico ufficiale e colpendolo violentemente con una testata al volto.

A denunciare l’accaduto è stato Gioacchino Veneziano, Segretario Generale della UilPa Polizia Penitenziaria Sicilia, che ha condannato fermamente il gesto ed evidenziato come questo episodio rappresenti l’ennesima prova delle strategie messe in atto dai detenuti per eludere la sorveglianza. Per il sindacalista, i colloqui continuano a rappresentare un canale privilegiato per l’ingresso di droga e oggetti non consentiti, nonostante i “controlli serrati” messi in campo dal personale in divisa.

Le conseguenze per l’agente ferito sono state pesanti: trasportato in infermeria e sottoposto alle cure del caso, ha riportato un forte trauma contusivo alla zona frontale e una cervicalgia post-traumatica, con una prognosi iniziale di dieci giorni. Il sindacato, nell’esprimere piena solidarietà al collega vittima del pestaggio, ha chiesto una risposta ferma da parte dell’amministrazione penitenziaria. Si attendono ora provvedimenti disciplinari esemplari nei confronti dell’aggressore, oltre agli inevitabili sviluppi giudiziari per la detenzione di stupefacenti e le lesioni a pubblico ufficiale, mentre proseguono le indagini per identificare eventuali complici che hanno fornito la droga dall’esterno.

Nata nel cuore pulsante della Sicilia, Simona Di Salvo, 32 anni, si sta rapidamente affermando come una delle voci più promettenti del giornalismo locale nel vibrante territorio che si estende da Bagheria fino a Cefalù, conosciuto come la Costa d'Oro della provincia di Palermo. Con una penna acuta e un'innata curiosità, Simona collabora attivamente con la rete di magazine e quotidiani Media Post Network, portando alla luce storie, cronache e approfondimenti che toccano l'anima di questa affascinante area.

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