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Sicilia, lo stop ai corsi per caregiver accende la polemica: il M5S in pressing

roberta schillaci

Un nuovo caso di burocrazia inceppata rischia di paralizzare un settore cruciale per il welfare siciliano. Al centro della contesa politica c’è la mancata partenza dei percorsi formativi destinati ai caregiver familiari, figure essenziali per l’assistenza a domicilio di persone non autosufficienti. A lanciare l’allarme è Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, che denuncia una situazione di stallo inaccettabile nonostante le procedure amministrative sembrassero ormai concluse.

La questione ruota attorno al cosiddetto “Avviso 20”, un bando finanziato attraverso le risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE) 2021-2027. Sulla carta, tutto sarebbe pronto: la Regione ha già definito e pubblicato la graduatoria degli enti di formazione accreditati e beneficiari dei fondi. Eppure, le aule restano vuote e il ciclo di lezioni non è ancora stato attivato. Secondo quanto emerso, il ritardo sarebbe imputabile ad alcune richieste di proroga avanzate dagli stessi enti all’Assessorato regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali, una circostanza che sta congelando l’intero iter.

L’esponente pentastellata sottolinea però una grave incongruenza normativa che rende la situazione ancora più paradossale. Le regole del bando erano infatti perentorie: l’Avviso 20 stabiliva che, una volta ricevuta la notifica del finanziamento, gli enti avrebbero dovuto dare il via alle attività entro un termine massimo di trenta giorni, pena la revoca del contributo stesso. Il mancato rispetto di questa tempistica e l’apparente tolleranza verso le dilazioni stanno creando un danno diretto ai cittadini.

Le conseguenze di questo ritardo, infatti, ricadono interamente sulle spalle delle famiglie e degli operatori. Senza l’avvio effettivo dei corsi, i caregiver si vedono negare due diritti fondamentali previsti dalla recente legislazione: da un lato, non possono maturare i crediti formativi sanciti dalla legge regionale n. 5 del 2024, necessari per la qualifica professionale; dall’altro, perdono l’accesso all’indennità giornaliera legata alla frequenza delle lezioni, un sostegno economico non trascurabile per chi dedica la propria vita all’assistenza.

Roberta Schillaci rivolge dunque un appello perentorio al governo guidato da Renato Schifani, chiedendo di intervenire immediatamente per garantire il rispetto delle regole e l’attuazione del bando. Il rischio concreto, avverte il Movimento 5 Stelle, è quello di vanificare un’iniziativa nata per migliorare la qualità dei servizi di cura e per dare dignità professionale a chi, nell’ombra, sostiene il peso dell’assistenza ai più fragili in Sicilia.

35 anni, vive a Palermo e ha fatto dello sport la sua filosofia di vita. Personal trainer certificato, da oltre un decennio affianca atleti e appassionati in percorsi di allenamento personalizzati, puntando sul benessere fisico come motore di equilibrio mentale. Cresciuto a pane e pallone nei campetti di quartiere, ha coltivato una profonda passione per il calcio e il futsal, sport che ha praticato a livello agonistico e che oggi racconta con sguardo competente e appassionato.Accanto all'attività in palestra, Antonio ha sviluppato una vocazione giornalistica che lo ha portato a collaborare con Palermo Post, dove scrive articoli e approfondimenti su sport locali, dilettantismo e realtà giovanili. Conosce bene il tessuto sportivo della città, ne segue da vicino i talenti emergenti e crede fermamente nel valore sociale dello sport come strumento educativo e di riscatto.Autentico, diretto, mai banale nei suoi commenti, riesce a trasmettere nei suoi pezzi la stessa energia che mette in campo con i suoi allievi. Tra un allenamento e una partita, racconta Palermo attraverso lo sport, convinto che ogni storia di sacrificio e passione meriti di essere ascoltata.

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