Partinico, ucciso a colpi di pistola per furti di ortaggi: fermato agricoltore 47enne

La svolta nelle indagini sull’omicidio che ha scosso le campagne palermitane è arrivata all’alba, chiudendo il cerchio attorno a un delitto consumatosi nel silenzio dell’entroterra rurale. La Squadra Mobile di Palermo ha eseguito un fermo nei confronti di un agricoltore di quarantasette anni, ritenuto il presunto responsabile della morte di Vito La Puma, l’allevatore di settantatré anni freddato lo scorso 14 gennaio. Lo scenario di questo fatto di sangue è il tratto di terra che si estende tra Partinico e la suggestiva frazione di Borgo Parrini, un’area solitamente tranquilla, vocata al lavoro agricolo e alla pastorizia, trasformatasi improvvisamente in teatro di una vendetta letale.
La ricostruzione degli inquirenti dipinge un quadro inquietante, dove la vita umana sembra essere stata barattata per motivi che appaiono tragicamente futili. Secondo quanto emerso dalle indagini, alla base dell’esecuzione non vi sarebbero faide mafiose o complessi intrecci criminali, bensì dissidi privati legati alla terra e ai suoi frutti. Pare infatti che tra la vittima, originaria di Borgetto, e il presunto assassino covasse da tempo un forte rancore, alimentato da continui furti di ortaggi. L’indagato, che si guadagna da vivere vendendo i propri prodotti nei mercati rionali dei paesi dell’hinterland di Partinico, avrebbe reagito alle presunte sottrazioni indebite nel modo più violento e definitivo possibile.
Il 14 gennaio, la furia omicida si è materializzata in tre colpi di arma da fuoco esplosi a distanza ravvicinata. Una modalità di esecuzione spietata che non ha lasciato alcuno scampo all’anziano allevatore, trovato privo di vita in quel lembo di campagna che conosceva bene. Per risalire all’identità del quarantasetteenne, gli investigatori hanno dovuto mettere insieme i pezzi di un puzzle complesso, avvalendosi soprattutto della tecnologia. Fondamentale si è rivelata l’analisi minuziosa dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza installati nella zona.
Gli occhi elettronici hanno catturato un dettaglio decisivo: il furgone dell’agricoltore è stato notato mentre si allontanava dal luogo del delitto in orari compatibili con l’omicidio. Questo elemento, unito al movente dei dissidi per i prodotti agricoli, ha indirizzato i sospetti della Polizia in un’unica direzione. Questa mattina, gli agenti della Squadra Mobile si sono presentati presso l’abitazione dell’uomo per condurlo in Questura, dove è stato sottoposto a un lungo interrogatorio che ha portato al provvedimento di fermo. Resta ora da attendere l’evoluzione dell’iter giudiziario, ricordando che il soggetto è al momento solamente indiziato di delitto e che la sua responsabilità penale dovrà essere accertata in sede processuale definitiva.



