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Mercati al collasso, spariti 5.000 ambulanti

giovanni felice

Il cuore pulsante dei mercatini siciliani rischia di fermarsi. Tra il 2016 e il 2024, oltre 5.000 imprese ambulanti hanno abbassato le saracinesche per sempre, una contrazione del 24% che ha decimato un settore storico. La crisi, inoltre, accelera in modo drammatico: quasi la metà di queste chiusure, ben 2.477, si è concentrata solo nell’ultimo anno. Sono i dati allarmanti lanciati da Confimprese Sicilia, che ha inviato una nota urgente al Presidente della Regione, Renato Schifani, e all’Assessore alle Attività Produttive, Edmondo Tamajo, per chiedere un intervento immediato.

Il fenomeno è diffuso in tutta l’isola, con picchi che raggiungono livelli drammatici nelle province di Ragusa (-42%), Palermo (-34%) e Siracusa (-31%). “Questo ridimensionamento è la prova tangibile che l’attuale format dei mercatini settimanali non funziona più”, avverte senza mezzi termini il coordinatore regionale di Confimprese, Giovanni Felice. Ma quali sono le cause di questa emorragia? Secondo l’associazione, le ragioni sono profonde e complesse. Da un lato, sono cambiati i consumatori, che oggi preferiscono esperienze d’acquisto più flessibili e integrate, mentre i mercati sono rimasti ancorati a un modello quasi esclusivamente mattutino, escludendo di fatto chi lavora.

Dall’altro lato, la concorrenza dell’e-commerce, la mancanza di regole certe e una lotta poco incisiva all’abusivismo hanno inferto colpi durissimi a chi opera nella legalità. “In assenza di una visione evolutiva, il modello è rimasto immutato”, insiste Felice, puntando il dito anche contro la “scarsa attenzione” delle amministrazioni locali, che troppo spesso vedono i mercati come un problema di degrado anziché come una risorsa per cittadini e turisti.

Per invertire la rotta, Confimprese propone una vera e propria rivoluzione culturale e funzionale. La ricetta è un progetto di rinnovamento coraggioso che trasformi i mercati in poli tematici e polifunzionali, con eventi serali, cibo di qualità, artigianato e cultura. Un ruolo chiave è affidato al digitale, con la proposta di una piattaforma regionale che funzioni da vetrina online e semplifichi le autorizzazioni. Si punta inoltre sulla sostenibilità, con materiali ecologici e mobilità dolce, e sull’inclusione, con incentivi per giovani e donne. Confimprese chiede un confronto immediato con la Regione per discutere queste proposte e salvare un pezzo fondamentale dell’identità economica e sociale della Sicilia.

35 anni, vive a Palermo e ha fatto dello sport la sua filosofia di vita. Personal trainer certificato, da oltre un decennio affianca atleti e appassionati in percorsi di allenamento personalizzati, puntando sul benessere fisico come motore di equilibrio mentale. Cresciuto a pane e pallone nei campetti di quartiere, ha coltivato una profonda passione per il calcio e il futsal, sport che ha praticato a livello agonistico e che oggi racconta con sguardo competente e appassionato.Accanto all'attività in palestra, Antonio ha sviluppato una vocazione giornalistica che lo ha portato a collaborare con Palermo Post, dove scrive articoli e approfondimenti su sport locali, dilettantismo e realtà giovanili. Conosce bene il tessuto sportivo della città, ne segue da vicino i talenti emergenti e crede fermamente nel valore sociale dello sport come strumento educativo e di riscatto.Autentico, diretto, mai banale nei suoi commenti, riesce a trasmettere nei suoi pezzi la stessa energia che mette in campo con i suoi allievi. Tra un allenamento e una partita, racconta Palermo attraverso lo sport, convinto che ogni storia di sacrificio e passione meriti di essere ascoltata.

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