Incendio Conca d’Oro, CNA: tutelare i 1.500 posti di lavoro

Il crollo del centro commerciale lascia senza lavoro 1.200 addetti e 300 dell’indotto. Venerdì vertice in Regione.
Le fiamme che hanno devastato il centro commerciale Conca d’Oro non hanno lasciato solo macerie e locali inagibili: hanno anche cancellato, almeno per ora, il posto di lavoro di circa 1.500 persone tra dipendenti dei negozi e lavoratori dell’indotto. La CNA Palermo, a poche ore dal rogo, ha lanciato un appello per non lasciare sole le famiglie colpite e per fare piena luce su quanto accaduto.
Il segretario provinciale Pippo Glorioso ha sottolineato come la priorità assoluta sia la continuità occupazionale: nessuno deve restare indietro, ha affermato in sintesi, e si deve lavorare da subito per garantire che, una volta ripristinate le condizioni di sicurezza, i negozi possano riaprire e i lavoratori tornare alle loro mansioni.
Il primo passo concreto è già in agenda: domani, venerdì 4 settembre, alle 9, la CNA parteciperà assieme al sindaco Roberto Lagalla e ad altri attori istituzionali alla riunione convocata dall’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo. L’incontro si terrà negli uffici di via degli Emiri 45 e servirà a fare il punto su danni, ricadute occupazionali e strategie di rilancio.
Ma per l’associazione d’impresa, accanto al tema sociale, c’è un nodo che non può essere rinviato: la sicurezza. Il presidente mimmo Provenzano ha parlato chiaro: non basta contare i danni, occorre capire con certezza come mai il fuoco si è propagato e se i sistemi di prevenzione e allarme hanno funzionato. Se ci sono responsabilità, vanno individuati e portate alla luce. La protezione di chi lavora e di chi visita luoghi aperti al pubblico, ha aggiunto, non può dipendere dalla buona sorte.
La CNA chiede verifiche tecniche e indagini approfondite e trasparenti, con un’attenzione particolare alla manutenzione degli impianti e all’efficacia dei controlli precedenti. Solo dopo aver accertato la dinamica, sostengono la sigla, sarà possibile programmare una rimessa in funzione davvero sicura.
Le conclusioni di Glorioso e Provenzano sono un invito all’unità: istituzioni, imprese e organizzazioni dei lavoratori devono remare nella stessa direzione per proteggere l’occupazione e le attività economiche, ma sempre con lo sguardo fermo sul diritto alla sicurezza.



