Belmonte Mezzagno, in casa droga e contanti: arrestato

BELMONTE MEZZAGNO (PA) — Era ai domiciliari con braccialetto elettronico quando i Carabinieri della Stazione locale, durante un controllo di routine, hanno notato un atteggiamento insolitamente agitato. Da quel sospetto è scattata una perquisizione domiciliare che ha portato all’arresto di un giovane, ritenuto responsabile di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’accesso in abitazione ha consentito di rinvenire materiale riconducibile a un’attività di confezionamento e cessione al dettaglio. In particolare, sono state trovate 10 dosi di cocaina per un peso complessivo di 8 grammi, una pianta di marijuana, strumenti per il taglio e il confezionamento delle sostanze e una somma di denaro ritenuta compatibile con i proventi dello smercio. Tutto il materiale è stato immediatamente sequestrato.
La sostanza stupefacente è stata inviata al Laboratorio Sostanze Stupefacenti del Comando provinciale di Palermo per gli accertamenti qualitativi e quantitativi previsti. Gli esiti forniranno i riscontri tecnici utili a consolidare il quadro indiziario, mentre gli investigatori stanno completando gli atti di polizia giudiziaria connessi alla misura restrittiva già in corso nei confronti dell’indagato.
L’operazione si inserisce nell’attività di vigilanza sul territorio che i Carabinieri svolgono con particolare attenzione nei confronti di soggetti sottoposti a misure cautelari. In questo caso, la scelta di procedere a perquisizione è maturata alla luce dei segnali osservati in ingresso: l’evidente nervosismo del giovane e alcune anomalie riscontrate in casa hanno indotto i militari a un approfondimento immediato, rivelatosi poi determinante.
Dal punto di vista operativo, la presenza di dosi già pronte, affiancata a materiale da confezionamento e a denaro contante, costituisce un insieme di elementi tipicamente considerati indiziari in ipotesi di spaccio, ferma restando la piena valutazione dell’Autorità giudiziaria. Le verifiche di laboratorio, insieme alla documentazione fotografica dei reperti e ai verbali di sequestro, confluiranno nel fascicolo inviato alla Procura competente.
Si precisa che l’indagato è, allo stato, soltanto gravemente indiziato e che la sua posizione sarà vagliata dall’Autorità giudiziaria lungo tutto l’iter processuale. L’eventuale responsabilità penale potrà ritenersi definita solo in presenza di una sentenza di condanna passata in giudicato, nel pieno rispetto dei principi costituzionali di presunzione di innocenza.



