Addio a Di Martino, giustizia minorile in lutto

Per anni alla guida del Malaspina e del Centro Giustizia Minorile siciliano, aveva unito rigore e sensibilità
Palermo perde una figura che ha cambiato il modo di guardare ai ragazzi finiti nel circuito penale. Michele Di Martino, per lungo tempo alla direzione dell’Istituto Penale per i Minorenni “Malaspina” e del Centro per la Giustizia Minorile della Sicilia, è morto nelle scorse ore. A darne notizia, con un messaggio di cordoglio, sono i portavoce degli Stati Generali per l’infanzia, l’adolescenza e le politiche giovanili del capoluogo.
La sua scomparsa lascia un vuoto in quella rete di soggetti pubblici e privati che negli anni ha provato a trasformare la pena in un’occasione di rinascita. Di Martino, secondo quanti lo hanno conosciuto e affiancato, ha incarnato l’idea di un’istituzione capace di ascoltare: un funzionario rigoroso nel rispetto delle regole, ma anche attento alle storie dei singoli ragazzi e ragazze che gli venivano affidati.
Il suo tratto distintivo, viene ricordato, è stato l’aver intuito molto prima dei tempi che la giustizia minorile non potesse restare chiusa dentro i confini degli uffici giudiziari. Grazie alla sua apertura, molte associazioni del Terzo settore palermitano hanno potuto lavorare fianco a fianco con le istituzioni, costruendo percorsi concreti di inclusione e di riscatto. Un metodo che affondava le radici nel dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena, ma che nella pratica quotidiana significava offrire alternative reali a chi rischiava di restare ai margini.
Il lavoro svolto da Di Martino ha segnato in profondità la biografia di tanti giovani passati dal Malaspina e, più in generale, il modo stesso di concepire la giustizia minorile a Palermo e in Sicilia. Un’eredità che, secondo gli Stati Generali, la comunità educante della città ha il compito di non disperdere e di portare avanti.
Al dolore per la perdita si unisce la vicinanza alla famiglia e a chi ha condiviso con il direttore un tratto di strada umano e professionale. È quanto hanno voluto esprimere i portavoce del coordinamento, definendo Di Martino un servitore dello Stato capace di dare alle istituzioni un volto umano, competente e innovativo.



