Da covo mafioso a rifugio per i fragili a Palermo

Un immobile che un tempo rappresentava il potere della mafia, tornerà alla città per diventare un rifugio per i più deboli. Un luogo di illegalità trasformato in un centro di accoglienza e inclusione sociale. È la straordinaria metamorfosi al centro del “Progetto Vesta”, che ha ricevuto il via libera definitivo dalla Giunta comunale di Palermo, segnando un passo fondamentale nel percorso di riqualificazione del tessuto sociale e urbano della città.
Il progetto riguarda un edificio situato in via Ammiraglio Cagni 61/I. Grazie a un finanziamento europeo di oltre 1,8 milioni di euro, proveniente dai fondi del PNRR destinati alla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, questo spazio sarà completamente riqualificato. Al suo interno sorgerà un centro polifunzionale dedicato all’accoglienza, alla mediazione e all’integrazione delle persone fragili e a rischio di emarginazione, offrendo servizi abitativi e percorsi di inclusione.
“Con l’approvazione del progetto Vesta prosegue l’impegno dell’Amministrazione Comunale nel restituire alla collettività i beni sottratti alla criminalità organizzata”, hanno dichiarato congiuntamente il sindaco, Roberto Lagalla, e l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Orlando. Questa operazione, infatti, assume un valore che va ben oltre la riqualificazione edilizia.
Destinare un ex bene mafioso a finalità sociali rappresenta uno dei più potenti segnali di affermazione della legalità da parte dello Stato. Significa non solo colpire le mafie nel loro patrimonio, ma completare la vittoria restituendo quella ricchezza illecita alla comunità, trasformandola in uno strumento di aiuto per le fasce più deboli, quelle stesse fasce che la criminalità spesso cerca di irretire.
L’approvazione in linea amministrativa da parte della Giunta è il risultato di un lungo percorso progettuale e rappresenta il via libera per la fase operativa. Gli uffici comunali, infatti, stanno già predisponendo le procedure per l’affidamento dei lavori tramite un appalto integrato. Il percorso per vedere il centro pienamente funzionante è ancora lungo, ma la strada è tracciata. Un altro pezzo della città, un tempo in mano alla mafia, si prepara a rifiorire sotto il segno della solidarietà e della legalità.



