Villa confiscata a Bagheria diventa centro per ragazzi fragili

Consegnata all’associazione ‘Quarto Savona Quindici’ di Tina Montinaro
Una villa sequestrata alla mafia a Bagheria è stata restituita alla comunità e trasformata in un centro estivo per minori con disabilità. L’immobile, denominato ‘Villa Quarto Savona Quindici’, è stato affidato all’associazione omonima presieduta da Tina Montinaro, vedova dell’agente Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci. Alla cerimonia di inaugurazione, tenutasi questa mattina, hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
L’edificio è stato confiscato a Cosa Nostra e ristrutturato anche con fondi regionali. Il progetto di recupero è stato sostenuto dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Bagheria, rappresentato da Emanuele Tornatore. Erano presenti anche il capo della Polizia Vittorio Pisani e il prefetto di Palermo Massimo Mariani.
Schifani ha sottolineato che ‘colpire i boss nei loro interessi economici è un cardine della lotta alla mafia’ e ha ricordato l’insegnamento di Pio La Torre e Giovanni Falcone. Ha definito la restituzione dei beni confiscati ‘un risarcimento concreto per il danno causato alla società’. Il governatore ha poi ringraziato Tina Montinaro per il suo impegno nel mantenere viva la memoria delle vittime di mafia.
Il ministro Piantedosi ha auspicato che questa iniziativa diventi un modello per altre realtà. L’associazione ‘Quarto Savona Quindici’ è intitolata alla scorta di Falcone: il nome richiama la frequenza radio utilizzata durante gli spostamenti del giudice.
A margine dell’evento, Schifani e Piantedosi hanno avuto un colloquio riservato sui temi della sicurezza in Sicilia.



