La festa dei Santi Cosma e Damiano a Sferracavallo, borgata marinara di Palermo, si è trasformata in una scena di caos e terrore. Nella serata, durante l’attesissima processione, una violenta lite degenerata in coltellate e colpi d’arma da fuoco ha scatenato il panico tra migliaia di fedeli e curiosi. Il corteo religioso è stato interrotto bruscamente: i simulacri dei santi sono entrati in chiesa senza la tradizionale “ballata”, lasciando un silenzio carico di paura e delusione.
Il bilancio dell’episodio non è ancora chiaro. Non si conosce con precisione il numero dei feriti né le loro condizioni, ma la comunità parla di scene drammatiche. Padri che fuggivano con i passeggini in braccio, madri che cadevano a terra nel tentativo di proteggere i figli, persone travolte dalla folla in preda agli attacchi di panico. “Sembrava un film – racconta una testimone – correvamo senza sapere cosa stava accadendo, solo con la paura di essere travolti”.
Alcuni presenti hanno parlato di urla improvvise, seguite da spari e coltellate. “In un primo momento sembrava un litigio tra ubriachi, poi abbiamo sentito un botto e il caos è esploso – spiega un residente – non ho visto chi fossero, ma tutti correvano, e ho fatto lo stesso”.
Il clima di festa, atteso per un anno intero, si è dissolto in pochi istanti. “Dopo una giornata intera dietro i nostri santi, aspettando la ballata, finire così è una vergogna – dice un devoto – quattro persone hanno rovinato tutto e ci hanno tolto la nostra domenica”.
Il parroco della borgata ha denunciato con forza la totale assenza della polizia municipale e la scarsa presenza delle forze dell’ordine. Già nei mesi scorsi, dopo la sparatoria a Monreale che costò la vita a tre ragazzi, era stato chiesto un rafforzamento dei controlli durante le feste religiose. Ma, secondo il sacerdote, gli appelli sono rimasti inascoltati.
Non è la prima volta che la festa dei Santi Cosma e Damiano viene turbata da episodi di violenza: due anni fa si era già verificata una rissa violenta nei giorni dei festeggiamenti. Quest’anno, però, la tensione ha raggiunto un livello mai visto prima, gettando un’ombra cupa su una tradizione che da secoli unisce la borgata.
La comunità è scossa. “Il silenzio con cui i santi sono entrati in chiesa ha fatto più rumore di qualsiasi sparo – scrive un fedele – un silenzio che non ci saremmo mai aspettati di vivere, nemmeno durante gli anni del Covid”.
Molti sottolineano la solidarietà tra gli abitanti che, aprendo le porte delle proprie case, hanno permesso a decine di persone di mettersi al riparo. Ma resta forte l’amarezza: “Non ce lo meritavamo, non doveva andare così”, racconta una giovane mamma ancora scossa.
Ora si attendono sviluppi dalle indagini. La speranza della comunità è che la giustizia faccia chiarezza e che episodi simili non si ripetano più. “Non saranno queste persone a rovinare tutto – si legge in un messaggio di vicinanza al comitato festeggiamenti – Sferracavallo non deve piegarsi a chi porta violenza in un momento di fede e tradizione”.



