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Scoppia il caso dei manifesti del collettivo artistico Offline Corporation

Sono stati affissi stanotte nel centro storico di Palermo dei manifesti con le scritte: “Make Mafia Great again”, “Forza Mafia” e “Democrazia Collusa”. I falsi manifesti, simbolo di satira politica, hanno addobbato le pensiline e i muri in quella ampia zona che va dal Cassaro a Via Roma. Protagonisti in assoluto i colori, utilizzati per realizzare i manifesti: il blu, il bianco e il rosso che -da sempre- rimandano alla Democrazia Cristiana e il verde e il rosso appartenente a Forza Italia.

È bizzarro notare come i manifesti siano apparsi soltanto stanotte, dal momento che proprio ieri al cinema multisala Politeama si è tenuta l’Assemblea Cittadina della Democrazia Cristiana nuova, fondata dall’ex governatore siciliano Totò Cuffaro , durante la quale sono stati presentati i candidati al Consiglio comunale e alle circoscrizioni di Palermo, alla presenza dello stesso candidato a sindaco Lagalla. In quell’occasione Cuffaro ha detto: “Rinasce la Democrazia Cristiana ed è la realizzazione di un sogno non solo per me ma per le tante persone che hanno creduto in questo progetto. Questo momento, davanti a tutta questa gente, ha un’importante valore personale: è il mio riscatto morale.”

Sono così state avviate le indagini da parte della DIGOS di Palermo sui manifesti, che secondo vari post su Facebook erano stati attribuiti al collettivo artistico “Offline Corporation”, che ha affondato le proprie critiche sul grande ritorno nel palcoscenico della politica di Totò Cuffaro, condannato per favoreggiamento alla mafia, e di Marcello dell’Utri, condannato per concorso esterno e che ha contribuito a fondare Forza Italia. Questo nuovo ritorno di fiamma in politica ha suscitato, inoltre ed inevitabilmente, le reazioni dei parenti delle vittime di Mafia da Maria Falcone ad Alfredo Morvillo e del Centro Pio La Torre, soprattutto in vista della commemorazione del 23 Maggio della Strage di Capaci.

Il caso dei manifesti, peraltro da poco, sembra essere stato chiuso: le voci sono state confermate dal collettivo artistico che ha rivendicato il gesto dell’affissione dei manifesti e ha dichiarato di aver voluto lanciare un chiaro e forte segnale nei confronti della politica locale.

Marialessandra Cimò – Palermo Post

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