Un commando di cinque persone si introduce in casa di una 88enne con il pretesto di un controllo fiscale. Svuotata la cassaforte, la banda è fuggita con i ricordi di una vita. Caccia all’uomo della Polizia.
Un colpo studiato nei minimi dettagli, messo a segno con una freddezza glaciale e una capacità recitativa che non ha lasciato scampo alla vittima. Palermo è teatro di una nuova, odiosa truffa trasformatasi in un maxi-furto: una banda di malviventi, composta da almeno quattro o cinque persone, è riuscita a introdursi nell’abitazione di un’anziana di 88 anni, depredandola di un patrimonio in gioielli dal valore stimato di circa 100 mila euro.
Il copione messo in scena dal commando è stato tanto credibile quanto spietato, facendo leva sul rispetto e sul timore che le persone anziane nutrono verso le forze dell’ordine. I malviventi si sono presentati alla porta della donna qualificandosi come appartenenti alla Guardia di Finanza. Con modi perentori, ma verosimilmente rassicuranti per non destare immediato allarme, hanno esposto il motivo della loro “visita”: una presunta operazione di controllo che prevedeva la necessità di ispezionare e catalogare i preziosi custoditi nella cassaforte domestica.
L’anziana, raggirata dall’autorità delle divise – o comunque dalla messinscena di un ruolo istituzionale – e confusa dalla presenza numerosa degli uomini, ha abbassato le difese. Ha aperto lo scrigno dove custodiva non solo un capitale economico, ma i ricordi di una vita intera. È stato a quel punto che la finzione burocratica ha lasciato spazio alla razzia. I falsi militari, con rapidità fulminea, hanno arraffato tutto il contenuto della cassaforte: anelli, bracciali, pietre preziose. Prima che la donna potesse realizzare appieno cosa stesse accadendo o chiedere aiuto, il gruppo si era già dileguato, lasciando l’appartamento vuoto e la vittima sotto shock.
Sul caso stanno ora indagando gli agenti della Polizia di Stato, intervenuti immediatamente dopo l’allarme. La scena del crimine è stata passata al setaccio dagli specialisti della Polizia Scientifica, che hanno lavorato a lungo alla ricerca di impronte digitali, tracce biologiche o qualsiasi micro-elemento che i ladri, nella concitazione del momento, potrebbero aver lasciato sulle superfici o sulla cassaforte.
Le indagini si muovono a 360 gradi. Gli investigatori stanno acquisendo in queste ore i filmati dei sistemi di videosorveglianza, non solo quelli del condominio dell’anziana, ma anche quelli delle attività commerciali e delle strade limitrofe. L’obiettivo è individuare il momento dell’arrivo o della fuga del commando, capire se si siano serviti di mezzi di appoggio e tentare di dare un volto a una banda che ha dimostrato una pericolosa spregiudicatezza nel colpire le fasce più vulnerabili della popolazione.



