Non leggere. E’ pieno di cliché

Francesca Arichetta
da Francesca Arichetta
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Non leggere. E’ pieno di cliché

Fa freddo, sono seduta sul divano di casa a guardare dalla finestra la neve cadere e nel mentre mi bevo anche una buona cioccolata calda, rigorosamente con panna. È il momento dell’anno che tanto attendevo, più della primavera e ancora di più dell’estate.

Finalmente è Natale. La bambina che fa ancora parte di me, al momento, è la persona più felice del mondo, canta “All i want for Christmas is you” e si fa la maratona di “Mamma ho perso l’aereo” in tv.

Fa freddo. Ben coperta dal mio piumino, guardo tutta la mia famiglia radunata e penso a quanto sia strano che una semplice festività possa rendere tutti quanti più spensierati e uniti. E penso a quanto sia bello poter vivere per sempre di queste sensazioni. Come la semplice apertura di un regalo o come la gioia di vedere gli altri essere felici a scartare qualcosa che desideravano.

E allora penso a quanto vorrei che fosse sempre Natale.

Il Natale è una di quelle cose che non vedi l’ora che cominci ma allo stesso tempo non vedi l’ora che finisca perché, diciamocela tutta, i parenti sono un po’ come i dolci, con troppe dosi poi ci fai indigestione.

Ma il Natale sono anche le luminarie per le strade, i babbo natali appesi ai balconi, i sorrisi regalati agli sconosciuti, il pattinaggio sul ghiaccio, le battaglie a palle di neve e le infinite cene e pranzi che noi meridionali amiamo più di ogni altra cosa. Per poi, ovviamente, lamentarci e incominciare la dieta “domani”.

Il Natale è fatto di una serie di cliché a cui ci piace sempre, ogni anno, ricadere.

Ma Il Natale è fatto soprattutto di mercatini, per cui puntualmente dobbiamo costringere qualche componente della famiglia ad accompagnarci.

Certo, non abbiamo il villaggio di Babbo Natale del circolo Polare Artico, dove volano slitte, ma abbiamo a disposizione un paese come l’Italia che ogni anno organizza mercatini di Natale, in grado di ricreare atmosfere fiabesche e farci sognare.

Cliché dei mercatini?

Come succede a Bolzano, nel Trentino Alto Adige, in cui avviene quella che viene considerata una delle prime manifestazioni natalizie dagli anni novanta. Si tratta del “Christkindlmarkt” il mercatino di natale più grande d’Italia. Aperto dal 25 novembre 2022 al 6 gennaio 2023, dove ci si immerge tra i profumi di biscotti fatti in casa, casette di legno addobbate ad hoc e dove rieccheggiano le note di canti natalizi. Si tratta di una vera e propria festa certificata, anche, “Green Event”.

Oppure, tra le varie attrazioni, c’è anche “Il Natale reale”. Si svolge alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel territorio piemontese, dal 3 dicembre al 18 dicembre 2022. Si entra nel villaggio degli elfi, nella dimora di Babbo Natale, con il suo studio in cui tutti i bambini ( me compresa) potranno lasciare le letterine. Perché, in fondo, per noi sognatori, Babbo Natale scenderà sempre dal camino per posizionare i regali che abbiamo richiesto sotto l’albero. E sempre per questo, alla vigilia, andremo sempre a dormire prima e continueremo a sbirciare dalla porta il suo arrivo. E le nostre madri continueranno a “minacciarci” per farci fare quello che vogliono. Portando noi, poveri igenui, ad acconsentire perché: “se fai la cattiva Babbo quest’anno non viene”.

Per chi ama le favole, non può non recarsi a Courmayeur, in Valle D’aosta. Qui, oltre i mercatini inondati di neve è presente la storia di Rhémy de Noel. Santa Claus ha le sembianze di un semplice spazzacamino che porta i doni per il paese. Senza slitta e renne ma con ramponi e corda per superare i dislivelli del monte bianco. Pertanto, ogni anno, come per tradizione, i bambini accendono un lanterna e la posizionano fuori dalla loro abitazione per indicare a Rhémy la giusta via per scendere dal Monte.

Il che ci insegna che a Natale anche se non sei travestito con abiti rossi e lunga barba bianca potrai comunque rappresentare per qualcuno quel “atteso arrivo” che desidera.

Vietata la lettura ai piccoli Grinch.

 

Francesca Arichetta

 

 

 

 

 

 

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