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La folle corsa a Sindaco di Palermo

La corsa a Sindaco di Palermo del 2022 sarà ricordata ed avrà inevitabilmente una portata storica, perché tra qualche mese Leoluca Orlando dirà addio per sempre al suo scranno da primo cittadino. Poltrona che ha occupato a fasi alterne dalla metà degli anni 80. È stato nel bene e nel male il protagonista indiscusso della scena politica palermitana, battuto una sola volta, ma lui tiene a sventolare la sentenza del TAR Sicilia in cui si evidenziano le incredibili irregolarità delle elezioni del 2007, sentenza arrivata abbondantemente dopo la chiusura ingloriosa del secondo mandato Cammarata.

Sarà anche la prima tornata elettorale in piena pandemia ed arriva proprio quando i morsi della crisi economica che ne è derivata si fanno sentire maggiormente: tessuto produttivo in ginocchio, speculazioni che innalzano il caro vita, mentre i salari restano inchiodati, incertezza sul futuro. Condizioni che hanno scollato, mai come adesso, le palermitane e i palermitani dai propri amministratori. Così i primi slogan e le prime facce che vediamo ci appaiono chiaramente stridenti rispetto ad una realtà così difficile ed un futuro che appare distopico.

Mentre la Città si avvicina progressivamente verso il baratro, la politica locale ha messo in scena un circo mai visto, direi surreale. Abbiamo il centro sinistra, che prova a nascondersi dietro candidature “civiche”, che francamente non scaldano i cuori e vivono il tempo di capire che la quadra non si troverà mai. Abbiamo un centro destra che ha piazzato un candidato per ogni partito, sentendosi vincitore in pectore della prossima corsa a sindaco di Palermo, ognuno piazza il suo uomo per ottenere il più possibile dal “nobile passo indietro per il bene della coalizione”.

Abbiamo l’eterno sfidante di Orlando, che dopo averci provato senza successo, prima con il centrosinistra e dopo con il centrodestra, finalmente libero dall’opprimente figura di Orlando, decide di provarci con una compagine di centristi. C’è anche chi, oggi in conferenza stampa, ha scimmiottato lo slogan di Orlando “Palermo è il mio partito”. Insomma in quadro di assoluta confusione sotto il cielo, che alimenta ancora di più la disaffezione di centinaia di migliaia di cittadini dalla corsa a Sindaco di Palermo. Che Poi, per l’assoluta follia del riordino dello province, il Sindaco deciderà pure sulle sorti di oltre seicentomila cittadini, che non vivono a Palermo, che non possono votarlo, ma che ne subiranno le scelte.

Simone Di Trapani – Palermo Post

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