La Leggenda del Barone Rosso: tra realtà e mito

La leggenda del Barone Rosso

La leggenda inizia  a Breslavia quando  Manfred von Richthofen nasce nel 1892 e cresce nei possedimenti familiari in Bassa Slesia. I Richthofen,  una casata ramificata di Freiherr – titolo nobiliare abbastanza diffuso in Prussia, traducibile come “barone” -costituivano l’ossatura del ceto dominante dei nobili Junker prussiani. Egli vive l’infanzia tipica di ogni Junker, che consta di studi e di disciplina severa. La carriera militare è d’obbligo per la sua casata e le altre alternative si limitano alla gestione dei latifondi familiari e ad incarichi pubblici.

La vita accademica si adatta male al suo stile di vita. Nel 1911, dopo aver concluso i suoi studi, viene inserito nel 1° Reggimento Ulani “zar Alessandro III di Russia”. In questa unità ottiene il “battesimo del fuoco”.

Assegnato al fronte orientale al comando di 15 cavalieri, si trova dopo soli cinque giorni privato di tutti gli uomini del suo reparto. Riesce a tornare fortunosamente tra le linee tedesche e ricongiungersi con il suo reggimento.

Quella disfatta consta al reggimento l’assegnazione di compiti di retrovia. Manfred non accetta quel destino inglorioso e fa richiesta di trasferimento nella nascente aeronautica militare. Una volta accolta la sua richiesta, nel maggio del 1915 Richthofen entra in servizio nelle Truppe aeree del Reich tedesco.

L’incontro con il primatista Oswald Boelcke conferma la decisione di diventare un pilota ufficiale. Dopo un rapido periodo di addestramento, il 10 ottobre 1915 Manfred effetta il primo volo in solitaria.

Iniziano i successi

Quando il 17 settembre 1916 le forze tedesche avvistano uno squadrone inglese il giovane Manfred, durante il duro scontro che ne segue, ottiene il suo primo abbattimento confermato. Per tutto il mese successivo le battaglie aeree si susseguono con una frequenza giornaliera e i piloti tedeschi continuano a riportare importanti successi.

Il 23 novembre 1916, Manfred dimostra di essere veramente uno dei migliori piloti dell’aviazione tedesca e colui che può dirsi degno erede di Boelcke quando, in un combattimento aereo sulle linee del fronte, abbatte l’asso dell’aviazione inglese, il Maggiore Lanoe Hawker. La sua 11° vittoria aerea. Nel gennaio 1917 ottiene il  suo 16° abbattimento aereo e viene insignito della “Blauer Max” nonché assegnato al comando della Jasta 11.

In questa occasione  il suo aereo l’Albatros D.II ottiene la livrea rossa che consegna al suo padrone il titolo di “Barone Rosso”.

In quattro mesi Richthofen totalizza altre 36 vittorie, 22 delle quali solo nel mese di aprile.

Nei suoi ultimi mesi di vita, vola sempre sul suo Fokker Dr. I che gli fa guadagnare altre 19 vittorie consacrandolo asso dei cieli.

Fine della leggenda del Barone Rosso?

Alle ore 11 del 21 aprile 1918 nei cieli dove ha sempre trionfato trova la morte.

Il Barone Rosso vede il giovane pilota australiano Wilfrid “Wop” May in difficoltà e decide di inseguirlo con il suo triplano Fokker per abbatterlo.

Il pilota australiano cerca di sfuggire all’implacabile Barone Rosso zigzagando con il suo Sopwith Camel sulle Somme, ma il pilota tedesco non gli concede tregua. Mentre May sembra ormai spacciato, interviene in suo aiuto il pilota canadese Arthur “Roy” Brown che, giunto alle spalle di Richthofen, apre il fuoco.

Superando il Fokker tedesco, egli vede il Barone Rosso continuare la sua corsa verso le linee degli Alleati ancora per un minuto e successivamente schiantarsi al suolo. In un primo momento non sembra che l’aereo abbia riportato grossi danni da determinarne la caduta, ma il Barone Rosso giace, comunque,  senza vita.

Così, quando ancora non ha compiuto 26 anni, si conclude a Vaux sur Somme la straordinaria avventura del più grande pilota di tutti i tempi e nasce la leggenda del Barone Rosso.

Tra il 17 settembre 1916 al 20 aprile 1918 Richthofen ha ottenuto 80 abbattimenti riconosciuti.

Roberto Vento

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