22/06/94: un autogol per la vita… la morte di Escobar

22/06/94: un autogol per la vita…

USA ’94: il 22/06/94 un autogol per la vita…

I padroni di casa sfidano la Colombia. Lo stadio e gremito di spettatori. Gli USA sono ultimi in classifica e vedono dominare il girone da una straripante Romania. Solo una vittoria contro i Cafeteros può dare il giusto slancio morale e qualche speranza di qualificazione.

Inizia la partita.

I Cafeteros attaccano molto, creano buone occasioni ma sono poco concreti. Al ’34 del primo tempo, un’azione, una singola e sfortunata azione, influenza la partita. Andrés Escobar Saldarriaga calcia male il pallone e la infila nella propria porta. Da allora in poi gli USA ci credono, e ci credono anche i tifosi; spingono la squadra, la incitano ed al ’52 Stewart trova il 2-0.

I colombiani non ci stanno. Hanno lottato con tutte le loro forze per tre lunghe partite. Non possono mollare proprio adesso. L’allenatore crede nei suoi ragazzi, un po meno i tifosi.

Alla fine, solo alla fine arriva il tanto atteso goal. Al ’90 segna Valencia. Gli USA vincono la partita. Ma è una vittoria fine a se stessa. Entrambe le squadre vengono eliminate. Il mondiale lo vince il fortissimo Brasile. Non c’è storia.

La fine del sogno

22/06/94: un autogol per la vita…

Si torna a casa! Sfatti, demoralizzati e tristi per l’eliminazione nonostante i buoni propositi ed i molti sacrifici. Ma si sa!? La vita va avanti, si continua a lavorare sodo, si puntano nuovi obbiettivi e chissà! Magari i prossimi Mondiali.

Sicuramente è questo che passa nella testa dello sfortunato Andrés Escobar Saldarriaga. Vuole migliorare e cercare di rimediare ai suoi errori.

Però come ogni essere umano, ad ogni sessione di lavoro, ci vuole un pò di riposo.

Il 2 Luglio 1994, pochi giorni dopo essere rientrato a “casa”, Andrés Escobar Saldarriaga decide di uscire per andarsi a divertire un pò. Dentro sente ancora molto forte la delusione per il Mondiale e quasi desiste dal divertimento. Ma pensa: “Che male c’è!“. Entra in macchina e parte.

Cena, si diverte, scherza e ride; poi decide che va bene così, gli aspetta un duro lavoro, vuole tornare a casa.

Ma a casa non ci tornerà mai più.

Cosa è successo?

Andrés Escobar Saldarriaga entra nel parcheggio di un altro locale notturno, di fronte al primo, dove ha lasciato la macchina. Scoppia improvvisamente una lite con alcuni uomini a bordo di una Toyota Land Cruiser nera, che lo insultano, gli rinfacciano l’eliminazione della Colombia dal Mondiale, lo accusano di aver fatto perdere molto soldi a persone importanti. Quel che è certo è che uno di questi uomini, l’ex guardia giurata Humberto Muñoz Castro (invischiato in affari con i cartelli della droga), lo colpisce con una raffica di 6 proiettili.

Andrés Escobar Saldarriaga guarda in faccia il suo assassino; sente la vita scorrergli via, rivede (probabilmente) i momenti più felici della sua vita; sicuramente vuole vedere e chiedere scusa a molte persone; vuole stringere la mano di mamma e papà. Ma non c’è più tempo.

Andrés Escobar Saldarriaga muore poco dopo lasciando un vuoto incolmabile e molte, moltissime domande.

Una in particolare: si può morire per un autogol?

 

Roberto Vento

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